Si potenzia il servizio di Telecup nell’area pistoiese Da oggi i numeri per la prenotazione da casa diventano due

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Scritto da Daniela Ponticelli, venerdì 16 novembre 2018

Pistoia - Sono due da oggi i numeri messi a disposizione nell’area pistoiese per prenotare da casa visite ed indagini diagnostiche. L’Azienda ha potenziato il servizio di Telcup ed oltre al numero 848800709 si può chiamare anche l’840003003 (rete fissa).

Il servizio funziona dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 12

Il sistema, si ricorda, è alternativo alla prenotazione di visite ed esami presso gli sportelli Cup presenti nei presidi territoriali, ospedalieri e nelle farmacie e garantisce la piena interoperatività attraverso la gestione in “rete” di tutta la tipologia delle prestazioni.

Le visite e gli esami prenotabili telefonicamente sono gli stessi di tutti quelli prenotabili presso le postazioni dei cup aziendali.

Anche per effettuare la prenotazione al Telecup serve la richiesta del medico e la tessera sanitaria, per comunicare i dati all’operatore che risponde al telefono ed è disponibile a fornire al cittadino tutte le indicazioni necessarie per lo svolgimento corretto della prestazione sanitaria.

Il servizio si rivolge a tutti i cittadini ma, in particolare, l’Azienda Sanitaria auspica che possa essere utilizzato il più possibile da coloro che hanno maggiori difficoltà a spostarsi come, ad esempio, chi è residente in Montagna e le persone anziane.

A Lastra a Signa arriva l’infermiere di famiglia e di comunità Il sindaco Bagni: “Una figura che aggiungerà un tassello in più ai servizi territoriali”

Scritto da Paola Baroni, giovedì 15 novembre 2018  

Firenze – E’ partito a Lastra a Signa con gli operatori del presidio sanitario Alfa Columbus (via Livornese), il nuovo servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità che si rivolge alla popolazione di Lastra a Signa e Signa. Il modello assistenziale deciso dalla giunta regionale (delibera 597 del 4 giugno) e per l’attuazione del quale la Ausl Toscana centro ha già individuato le aree geografiche di sperimentazione, è partito pochi giorni fa nella sua fase pilota di avvio nei due Comuni della zona distretto fiorentina nord ovest. La nuova figura nasce per intercettare e quando possibile, prevenire, nel paziente ricoveri inutili, favorire la deospedalizzazione e supportare la famiglia, presidiando l’efficacia dei piani terapeutico-assistenziali.

Lastra a Signa gli infermieri di famiglia operano con pazienti già in carico al Servizio infermieristico con accesso domiciliare, estendendo ora l’osservazione dei bisogni di salute anche alla famiglia: l’infermiere di comunità indaga infatti non solo sul paziente in carico ma anche sui bisogni manifesti e latenti degli altri appartenenti al nucleo familiare, così da migliorare nel complesso la qualità di vita dell’intera famiglia dagli stili di vita alle cure. Ma l’infermiere di famiglia dovrà anche orientare il cittadino all’accesso più appropriato dei servizi sanitari e anche sociosanitari territoriali per ottenere più tempestivamente le risposte di cui ha bisogno.

“Siamo orgogliosi che la nostra Regione e la nostra Azienda abbiano sostenuto e consentito l’adozione di questo nuovo modello che non riguarda solo l’organizzazione degli Infermieri che si occupano di assistenza domiciliare, ma che vuole migliorare la modalità di relazione dei cittadini con la rete di servizi sanitari - dichiara Paolo Zoppi, direttore del Dipartimento di Infermieristica – Questa evoluzione dell’assistenza infermieristica territoriale è sicuramente importante per i risultati che potrà realizzare per i cittadini, ma ha anche un significato professionale profondo in quanto consentirà di esercitare l’infermieristica in una delle sue forme organizzative più avanzate e moderne; non è un caso infatti che gli Ordini professionali della Toscana si siano schierati a sostegno”.

Il nuovo approccio è centrato sulla persona e sulla globalità dei suoi bisogni ed è condotto in collaborazione con ilmedico di medicina generale. Prossimità con la persona, la famiglia e il suo contesto di riferimento sociale, sono i concetti portanti del nuovo modello di assistenza dell’infermiere di famiglia.

"Ritengo che l'introduzione della figura dell'infermiere di famiglia sul nostro territorio - sottolinea il sindaco Angela Bagni - sia un servizio estremamente positivo. Questa figura, grazie ad un lavoro di rete, aggiungerà un tassello in più ai servizi territoriali grazie ad un fondamentale lavoro di monitoraggio specifico dei bisogni sanitari e sociali dei nostri cittadini".

Rispetto alla presa in carico della persona, l’anello di attivazione è rappresentato sempre dal medico di famiglia. L’infermiere, tuttavia, può segnalare al medico di famiglia eventuali problematiche riscontrate in un altro membro della famiglia, per esempio, nel corso di una visita domiciliare. Toccherà al medico però attivare la presa in carico del caso da parte dell’infermiere di famiglia. Le due figure quindi - infermiere di famiglia e di comunità e medico di medicina generale - operano in stretta integrazione fra loro, seguendo il paziente al suo domicilio, in famiglia e mantenendo alta la collaborazione con tutti gli altri professionisti impegnati nel percorso assistenziale. Questo perché ogni infermiere di famiglia e di comunità opera nel territorio e nella popolazione di riferimento che è identificabile di norma nell'ambito delle AFT (Aggregazioni funzionali territoriali) della medicina generale e interagisce dunque con i medici e i pediatri di famiglia e tutte le altre figure professionali che possono essere coinvolte nella presa incarico.

"Oltre che essere favorevoli a questo progetto - aggiunge Anna Di Natale, coordinatrice dell'AFT Le Signe -  abbiamo partecipato direttamente, come medici di medici generale, alla fase di progettazione di questa prima sperimentazione dell'infermiere di famiglia delineando le linee guida, insieme alla direzione sanitaria, per attivare il servizio".

“Un ringraziamento – chiude Zoppi - ai colleghi infermieri e ai medici di medicina generale dell’AFT di Lastra a Signa e Signa, ognuno per le proprie responsabilità, per il loro fondamentale contributo ed impegno”.

 

“Ospedale Aperto” domenica 18 novembre al Santa Maria Annunziata: musica, teatro, poesia, e tanto altro ancora con i “dottori clown” di Clowncare m’illumino d’immenso onlus.

Scritto da Ufficio Stampa, giovedì 15 novembre 2018

Firenze - Domenica 18 novembre, presso il presidio Santa Maria Annunziata, sarà l’occasione per scoprire un ospedale diverso, forse come non lo si era mai visto, e passare una piacevole giornata.

A partire dalle ore 14.00 fino alle 18.30, infatti, gli intervenuti troveranno ad aspettarli numerosi “dottori clown” pronti ad intrattenere grandi e piccini. I professionisti di scena si prodigheranno per introdurre i presenti a spettacoli di musica, teatro, poesia e molto altro.

Dalle ore 16.00 circa, presso la sala d’attesa di cardiologia e ortopedia, si darà luogo inoltre alla premiazione dei partecipanti al concorso di disegno “Se io incontrassi il drago”, ispirato al libro per bambini “La Principessa Fuzia”. Interverrà l’autrice, Carlotta Filardi, la quale leggerà alcuni brani del libro. Seguirà l’esibizione del coro di voci bianche “Fiori del Melograno”.

Un’occasione imperdibile, per vedere l’ospedale con occhi diversi e condividere questa
splendida iniziativa che perdura da oltre dieci anni.

L’evento è organizzato da Associazione Clowncare m’illumino d’immenso O.n.l.u.s, che cura il progetto di Clowncare nei reparti di pediatria, psichiatria, salaprelievi e emodialisii dell’Ospedale Santa Maria Annunziata; con il patrocinio di: AUSL Toscana centro, Comune di Bagno a Ripoli, Città Metropolitana di Firenze; in collaborazione con: AVO onlus, Rotary club Bagno a Ripoli, AVIS comunale Bagno a Ripoli, Accademia cinofila fiorentina, Fiori del Melograno, Museo Galileo - istituto e museo di storia della scienza.

Per informazioni:

Dottoressa Primavera 349 2559287 Dottoressa Gomitolo 338 4752424

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Licenziamenti all’Ospedale di Prato per irregolarità nelle visite specialistiche

Scritto da Daniela Ponticelli, giovedì 15 novembre 2018 

Prato - L’Azienda comunica che si sono conclusi con il licenziamento i procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni dei medici coinvolti nella nota vicenda su irregolarità relative all’effettuazione di visite specialistiche in ambito ginecologico presso l’Ospedale di Prato.

L’Azienda ha già provveduto a rinforzare l’organico del reparto con l’assunzione di nuovo personale.

La USL in TV: Disturbi psichici al primo posto nei prossimi anni tra le cause di malattia e disabilità: la stima dell’OMS ricordata a Rtv38 dal direttore del Dipartimento di Salute Mentale. “L’Abitare supportato, esperienza vera di autonomia”

Guarda la puntata su Rtv38

I disturbi psichici in generale dimostrano un aumento nella prevalenza della popolazione tanto che si stima che intorno alla metà di questo secolo occuperanno il primo posto tra le cause di malattia e disabilità, superando per esempio, le malattie cardiovascolari. Lo ricorda a Rtv38, citando la stima fatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il dottor Giuliano Casu, direttore del Dipartimento di Salute Mentale, durante la puntata a cura della Ausl Toscana centro dedicata alla psichiatria e andata in onda ieri con replica questa mattina alle 10.45. I Centri di Salute Mentale presenti su tutto il territorio dell’Azienda con strutture organizzative di unità funzionali (15 quelle della Salute Mentale Adulti8 quelle dell’Infanzia e Adolescenza e 10 quelle delle Dipendenze patologiche) offrono interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi. Per chi soffre un disagio mentale anche esperienze come quelle dell’ ”Abitare supportato” o “condiviso” con altre persone e raccontate nei servizi in esterna nel corso della puntata, danno l’evidenza di quanto il paziente possa riuscire a riprendere in mano la propria vita attraverso un percorso di autonomia. Il progetto si svolge in abitazioni di proprietà e nasce da un accordo tra l’utente che sceglie di vivere in coabitazione e l’equipe del Centro Salute Mentale. “Con il costo di una residenzialità – ha concluso il dottor Casu - possiamo garantire un supporto all’abitare in autonomia per sei-sette persone”.

Guarda la puntata su Rtv38

Sicurezza del Personale. Alta l’attenzione dell’Azienda che applica in tutte le strutture la delibera regionale per tutelare gli operatori Anche a coloro che lavorano nei servizi psichiatrici

Scritto da Daniela Ponticelli, mercoledì 14 novembre 2018

Prato - La sicurezza del personale sanitario rispetto al rischio di aggressioni è una tematica a cui l’Azienda riserva da tempo una particolare attenzione. Per contrastare il fenomeno e sulla base dei dati che individuano nei Pronto Soccorso, nei Cup e nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e cura e nell’infermiere la qualifica professionale più a rischio, l’Azienda ha costituito un gruppo di lavoro specifico e una specifica procedura di prevenzione degli atti di violenza.

Relativamente agli episodi segnalati in questi giorni al Santa Maria Annunziata, che hanno coinvolto il personale del servizio di psichiatrico di diagnosi e cura, sono già state attivate tutte le necessarie procedure compresa la segnalazione al Rischio Clinico Aziendale che nei prossimi giorni convocherà un Audit nel quale sarà coinvolto il personale medico, infermieristico e gli operatori socio sanitari del reparto.

Si precisa che gli operatori dei servizi di psichiatrici di diagnosi e cura sono comunque consapevoli, preparati e formati per gestire i percorsi assistenziali che riguardano i pazienti con disturbo psichico.

Tuttavia l’Azienda ricorda che ha messo in campo una serie di azioni mirate a partire dalla divulgazione tra i propri lavoratori del documento attuativo della raccomandazione ministeriale 8/2017 per prevenire atti di violenza a danno degli operatori sanitari. Periodicamente realizza un monitoraggio delle situazioni operative per identificare le maggiori vulnerabilità e analizza i dati relativi a episodi di violenza (con report mensili) che si verificano nei diversi contesti aziendali per i quali è costituito un apposito gruppo di lavoro multidisciplinare.

L’Azienda Sanitaria è, inoltre, in linea con quanto previsto dalla delibera regionale del 6 Agosto 2018 relativa alla sicurezza del personale sanitario che sottolinea la necessità di “assicurare maggiori livelli di sicurezza nelle strutture sanitarie per quanto concerne i fenomeni di aggressione agli operatori sanitari e agli utenti”.