Cross nelle emergenze

Emergenza Covid-19 - Terza ondata

Fino a oggi la CROSS era stata impegnata in soccorsi in cui vi erano poche Regioni colpite e tutto il resto del Paese era indenne, mentre in questa emergenza si è confrontata con un evento riguardante l’intera Nazione.
Il 4 marzo 2020, quando il Dipartimento ha attivato la CROSS pistoiese su richiesta della Lombardia per trasferire pazienti ricoverati in terapia intensiva a causa della gravissima situazione di sovraoccupazione dei posti letto regionali, la Centrale si è trovata di fronte alla difficoltà di reperire posti letto liberi nelle altre Regioni, data l’epidemia sull’intero territorio nazionale.

Le procedure attuate nelle precedenti esperienze e condivise con i Referenti regionali, si sono subito dimostrate poco adeguate e pertanto sono state sostituite con altre più attinenti e anche il lavoro in Centrale e i rapporti con le altre Regioni hanno subito una drastica revisione.

Fino a oggi la CROSS era stata impegnata in soccorsi in cui vi erano poche Regioni colpite e tutto il resto del Paese era indenne, mentre in questa emergenza si è confrontata con un evento riguardante l’intera Nazione.
Il 4 marzo 2020, quando il Dipartimento ha attivato la CROSS pistoiese su richiesta della Lombardia per trasferire pazienti ricoverati in terapia intensiva a causa della gravissima situazione di sovraoccupazione dei posti letto regionali, la Centrale si è trovata di fronte alla difficoltà di reperire posti letto liberi nelle altre Regioni, data l’epidemia sull’intero territorio nazionale.

Le procedure attuate nelle precedenti esperienze e condivise con i Referenti regionali, si sono subito dimostrate poco adeguate e pertanto sono state sostituite con altre più attinenti e anche il lavoro in Centrale e i rapporti con le altre Regioni hanno subito una drastica revisione.

Azioni

Altre difficoltà incontrate sono state quelle relative all’individuazione dei vettori per il trasporto dei pazienti, stante la positività al COVID, il trasporto in alto biocontenimento, la criticità dei pazienti e la distanza degli ospedali di destinazione.A seconda della distanza sono stati utilizzati ambulanze, elicotteri del 118 e dell’Aeronautica Militare, aerei dell’Aeronautica Italiana e Tedesca e aerei privati, sempre però garantendo a bordo dei mezzi la presenza di personale sanitario specialistico (anestesisti rianimatori e infermieri con esperienza di pazienti critici) e attrezzature idonee per gestire, in sicurezza, pazienti così impegnativi, nel rispetto delle linee guida per la sicurezza dei pazienti e la gestione del rischio clinico del Ministero della Salute.

Prima ondata


Durante l’attività della CROSS, dal 7 marzo al 4 aprile, giorno in cui la Regione Lombardia ha dichiarato la cessata necessità di trasferire pazienti, sono state evacuate 116 persone: 78 nelle varie Regioni italiane, fra cui anche la Sicilia, la Calabria e la Puglia, e 38 in Germania suddivise fra vari Länder. Inoltre, la strategia iniziale è stata quella di trasferire pazienti COVID negativi, 38 in totale, per poi, una volta terminati, passare ai positivi, 78 in totale.

In conclusione, un’esperienza assolutamente impensabile prima di questo evento che ci ha costretti a una rapida revisione di tutte le procedure utilizzate nelle precedenti attivazioni. Per il futuro, aspetti sui quali dovremo intervenire sono i rapporti con le Regioni per la gestione dei posti letto e la disponibilità di vettori aerei ad ala fissa e ala mobile ma anche di altro tipo (vedi treni sanitari) che hanno condizionato non poco la capacità di evacuazione della Lombardia.
Questa esperienza, terminata il 09 maggio 2020, giorno in cui il Dipartimento ha disattivato la CROSS, ha dimostrato capacità operative della Struttura fino a oggi impensabili, da spendere anche in ambito europeo di Protezione Civile.

Terza ondata


Successivamente, il 02 novembre 2020, lo stesso Dipartimento ha chiesto alla struttura di effettuare un monitoraggio dei posti intensivi, sub intensivi ed ordinari su base nazionale ed in collaborazione con il Ministero della Salute.
L’esperienza maturata durante la prima attivazione ha permesso di affrontare con maggiori certezze la seconda attivazione avvenuta in data 17 febbraio 2020 a seguito di una esplicita richiesta da parte della Regione Molise che poi si è estesa, con le stesse necessità, ad altre Regioni quali Umbria, Campania, Abruzzo, Puglia e Marche. In questa fase si è assistito ad un salto di qualità delle necessità assistenziali per la richiesta di trasferimento di pazienti che necessitavano di trattamento ECMO. In particolare, in questa fase, sono stati trasportati 27 pazienti con la seguente provenienza:

  • 13 dal Molise
  • 4 dalle Marche
  • 3 dall'Abruzzo
  • 3 dall'Umbria
  • 1 dalla Puglia
  • 1 dalla Campania
  • 1 dalla Lombardia
  • 1 dalla Sardegna

Questa attività che ha visto l’impiego degli stessi mezzi della volta precedente, si è conclusa il 07 Maggio 2021 con la comunicazione, da parte del Dipartimento della Protezione Civile, della cessata attività; da martedì 18 Maggio, sempre su indicazione del Dipartimento, è terminata anche l’attività di monitoraggio dei posti letto regionali.

Quarta ondata

Il giorno 22 Dicembre 2021 il Dipartimento di Protezione Civile ha attivato la centrale CROSS in supporto alla Francia che aveva chiesto di poter trasferire pazienti Covid 19 positivi nelle rianimazioni italiane. E' stata eseguita una ricognizione posti letto su tutte le Regioni  e sono stati individuati 5 posti già nelle prime 24 ore. Tuttavia a seguito di cessata esigenza da parte dei colleghi francesi non è stato effettuato, ad oggi, alcun trasferimento di pazienti.