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Informazioni per le donne in gravidanza - COVID-19

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Di seguito alcune informazioni dedicate alle donne in gravidanza in relazione all'emergenza COVID-19

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Di seguito alcune informazioni dedicate alle donne in gravidanza in relazione all'emergenza COVID-19

INFO MAMMA

  • le prestazioni ambulatoriali indicate dal Percorso Nascita Regionale per la donna gravida in questo periodo sono garantite sia nel servizio consultoriale/territoriale che nel contesto dei Punti Nascita ospedalieri. Sono sempre esclusi gli accompagnatori
  • tutte le donne che accedono al ricovero devono essere sottoposte al tampone rinofaringeo per la ricerca del coronavirus. Il tampone può essere eseguito:
    - in occasione dei controlli a termine di gravidanza presso gli ambulatori ostetrici (si consiglia di eseguire il primo accesso tra la 39° e la 40° settimana di gravidanza)
    - nel momento dell’accesso per il ricovero se non eseguito precedentemente (in questo caso fino all’arrivo del risultato del tampone la donna verrà considerata come positiva)
    - in sede di preospedalizzazione per le donne che devono eseguire un taglio cesareo programmato
  • ai partner delle donne risultate negative al controllo è consentito l’acceso in ospedale per partecipare al travaglio/parto. Ai partner asintomatici che desiderano assistere alla nascita si richiede la messa in atto di misure preventive, come il frequente lavaggio delle mani e l’utilizzo di camice e mascherina.
  • L'accesso al reparto di degenza è consentito al solo partner (no ulteriori visitatori). Verificare l'orario di ACCESSO.
  • ogni punto nascita ha definito indicazioni operative per il triage, il ricovero e le procedure assistenziali delle donne in gravidanza con infezione da SARS-CoV-2 sospetta o confermata, con percorsi separati dalle altre degenti e personale sanitario dedicato.
  • per ulteriori aggiornamenti:  https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19-target-gravidanza-allattamento

 

Accesso ai punti nascita

Accesso ospedaliero delle donne in gravidanza per avvio del travaglio ed espletamento del parto

  • nel punto nascita dell'ospedale Santo Stefano di Prato accesso tramite la portineria centrale 24 ore/24. Il pre-triage viene eseguito nei locali Fast Track in orario diurno e in Reparto Ostetricia in orario notturno

Per i video dei punti nascita consulta la sezione del percorso nascita on line

FAQ - info infezione COVID-19

Nel caso sia stata contagiata, riconoscerò i sintomi?
La donna gravida affetta da Covid-19 mostra nella maggioranza dei casi sintomi di raffreddore/influenza, lievi o moderati. Tuttavia sono segnalati casi con un rapido sviluppo di sintomatologia respiratoria che necessita il ricovero, quindi, come suggerito in generale per le donne gravide con infezioni delle vie respiratorie, è prudente non trascurare i sintomi influenzali e chiedere una rapida valutazione medica per un eventuale trattamento.

Cosa posso fare per ridurre il rischio di contrarre il covid-19?
Non ci sono indicazioni diverse per le donne in gravidanza rispetto a quanto indicato per tutte le persone: per ridurre il rischio di trasmissione occorre osservare scrupolosamente le indicazioni ministeriali sul rimanere a casa e sul distanziamento sociale. Importante inoltre è il lavaggio delle mani, regolarmente ed efficacemente, in particolare dopo essere stati in luoghi pubblici.

Devo andare ai miei appuntamenti e controlli in gravidanza?
Continuare le cure prenatali e postnatali è essenziale per garantire il tuo benessere e quello del tuo bambino. Se stai bene, puoi seguire le tue cure prenatali e postnatali normalmente. Se hai febbre e/o sintomi respiratori, devi parlare con il medico per valutare se è possibile rimandare le visite di routine.
Se sei positiva o sospetta al coronavirus o hai avuto contatto con soggetti infetti va valutata col medico la migliore gestione degli appuntamenti e controlli. Contatta quindi sempre il professionista che ti segue, per decidere se rimandare o come organizzare le tue visite e controlli.

Cosa devo fare se penso di avere il covid-19 o di essere stata esposta?
Se sei in gravidanza e hai febbre e/o sintomi respiratori stai a casa e contatta telefonicamente il tuo medico di famiglia. Avvisalo se i sintomi dovessero aggravarsi o se non migliorano. Se sei entrata in contatto con casi positivi contatta il tuo medico curante o telefona allo 055/5454777.
Contatta il team che ti segue per la gravidanza per avvisarli, in particolare se hai appuntamenti nei giorni successivi o se hai dubbi sul benessere tuo o del bambino.

Non andare in ambulatorio, farmacia o ospedale. ln casi di reale urgenza si può chiamare il 118.

Cosa devo fare se risultassi positiva al covid-19?
Se risulti positiva, è necessario contattare i professionisti che ti seguono in gravidanza, per renderli consapevoli della diagnosi.
Se non hai sintomi o sintomi lievi, ti verrà consigliato di stare a casa finchè non sarà trascorso il periodo di isolamento o sarai guarita. Se hai sintomi più gravi, potresti essere curata in ospedale.
In ogni caso, non prendere iniziative da sola, ma segui quanto ti verrà detto dal personale sanitario.

Cosa devo fare se mi viene chiesto di auto isolarmi o se sono in quarantena?
Segui, come tutti, il vademecum che ti verrà consegnato e che puoi comunque trovare sul sito aziendale. Per qualsiasi dubbio o informazione sul percorso nascita puoi contattare l’equipe del consultorio

Posso ancora partecipare ai miei appuntamenti prenatali se sono in isolamento?
E’ possibile che gli appuntamenti prenatali di routine vengano ritardati fino alla fine dell’isolamento. Mettiti in contatto con l’ostetrica o il medico: se valutano che il controllo non può attendere, saranno prese le disposizioni necessarie affinché tu possa essere vista nel contesto e con la modalità adeguati.

Come saranno gestite le mie cure dopo che mi sarò ripresa dal covid-19?
Dal momento in cui sarai guarita clinicamente e si sarà negativizzato il tampone, i successivi controlli e l’espletamento dl parto non saranno influenzati dalla tua malattia precedente.

La sospetta o confermata malattia covid-19 influenzerà il luogo del parto?
Può darsi che il parto debba svolgersi in un presidio ospedaliero diverso da quello che avevi previsto. Se sei positiva o sospetti di esserlo, contatta il personale sanitario che ti assiste in gravidanza, per ricevere indicazioni a riguardo.

La positività sospetta o confermata influenzerà il modo di partorire?
Al momento non ci sono prove che suggeriscano di evitare il parto per via vaginale o che sarebbe più sicuro ricorrere a un taglio cesareo, quindi la modalità del parto dipenderà, come per le altre gestanti, dalle indicazioni cliniche. Le più importanti istituzioni internazionali (come l’OMS) non raccomandano il taglio cesareo elettivo per le donne con sospetta infezione da SARS-CoV-2 o affette da COVID-19.
Pur nel quadro dell’emergenza clinica, organizzativa e logistica, si cerca di preservare la fisiologia della nascita ogni volta che le condizioni cliniche materno-fetali e organizzative dei presidi assistenziali lo consentono: non è però possibile effettuare il parto in acqua. Non ci sono al momento indicazioni a non effettuare la partoanalgesia.

Il mio compagno potrà rimanere con me durante il parto?
Se hai una positività sospetta e confermata al virus: non è prevista la presenza del partner al momento del parto.

Potrei passare il covid-19 al mio bambino?
Essendo un virus nuovo, esistono prove limitate sul passaggio dell’infezione: tuttavia, al momento, non ci sono segnalazioni confermate di donne positive che abbiano trasmesso il virus ai bambini attraverso la placenta (trasmissione verticale).
Sarà invece necessario prendere delle precauzioni dopo il parto per evitare di trasmettere il virus al bambino.

Il mio bambino sarà testato per il covid-19?
Si, se sei sospetta o con infezione confermata da coronavirus al momento della nascita, verrà eseguito il tampone di controllo al bambino.
Potrai avere contatti con lui e allattarlo dopo aver indossato la mascherina e praticato scrupolosamente l’igiene delle mani.

Potrò allattare al seno il mio bambino se sono positiva?
Si. Al momento non ci sono prove che il virus possa essere trasmesso nel latte materno, quindi si ritiene che i benefici ben noti dell’allattamento al seno superino qualsiasi potenziale rischio di trasmissione del coronavirus attraverso il latte materno. Il principale rischio dell’allattamento al seno è dato dal contatto ravvicinato tra te e il tuo bambino, in quanto potresti condividere goccioline infette nell’aria, portando a un’infezione del neonato dopo la nascita.

Dovrai quindi seguire le seguenti precauzioni: lavare le mani correttamente prima di toccare il neonato, il tiralatte o altri oggetti che vanno a contatto con il bambino e indossare una mascherina durante l’allattamento.
Queste precauzioni vanno comunque osservate in qualunque occasione di contatto stretto con il bambino.

In questo periodo mi sento particolarmente in ansia e preoccupata per me e il mio bambino. A chi posso rivolgermi?
Contatta il Consultorio di riferimento, ai numeri telefonici e/o indirizzi mail riportati. Le ostetriche sono sempre a tua disposizione per sostenerti e consigliarti. È inoltre possibile accedere a colloqui telefonici con la psicologa di riferimento e altri operatori dell’equipe. Il pediatra di famiglia potrà consigliarti e rassicurati per tutto quello che riguarda le cure al tuo bambino, dopo la nascita.

In questo momento devo far fare al mio bambino le vaccinazioni previste?
È importante effettuare le vaccinazioni secondo il calendario regionale, per proteggerlo da malattie che possono essere pericolose per la sua salute. Contatta il tuo pediatra di famiglia per valutare con lui la migliore gestione del piano vaccinale.

FAQ - Prepararsi alla nascita

Cosa dovrò portare in ospedale, quando mi ricovererò per il travaglio e il parto?
È utile ricordare che il tempo del ricovero è mediamente molto breve (48/72 ore) e lo spazio a disposizione in stanza è piuttosto limitato (un armadietto e un comodino), quindi il consiglio è di limitarsi a quanto realmente necessario:

  • la documentazione dell’andamento della gravidanza, con tutti gli esami e i controlli eseguiti, oltre ai documenti e la tessera sanitaria. 
  • Per te qualcosa di comodo per il parto, una camicia da notte o una magliettona lunga, preferibilmente con le maniche corte; un paio di camicie da notte o pigiami aperti davanti o comunque comodi per allattare durante la degenza; calzini spessi per poter camminare durante il travaglio anche senza ciabatte; un paio di ciabatte (meglio ciabattine di plastica, utili anche per la doccia); asciugamani e materiale da toilette (compreso di elastici per capelli, detergente intimo e panno carta); le mutande di rete, o cmq mutande monouso. Non servono invece gli assorbenti, che vengono forniti dall’ospedale, né coppette assorbilatte o reggiseno da allattamento: tutte cose che eventualmente potranno essere utili in seguito, ma non certo nei primissimi giorni.
  • per il bambino alcune tutine e magliette o body (3 o 4 set sono sufficienti); un cappellino da utilizzare in sala parto nelle prime ore, una copertina. Anche i pannolini per il bambino sono forniti dall’ospedale, non è quindi necessario metterli in valigia.
  • un po’ di cibo ad alto contenuto calorico che può servire nel corso dei prodromi e del travaglio: frutta secca, cioccolata, biscotti, succhi di frutta, ...
  • si consiglia di non portare monili o oggetti di valore.
  • Si ricorda di far rimuovere prima del ricovero eventuale smalto cotto.

Cosa devo preparare per il rientro a casa, dopo l’ospedale?
È utile ricordare che il neonato non ha grandi esigenze pratiche, non conviene quindi riempire la casa di oggetti che probabilmente non serviranno mai. Incomincia a predisporre le poche cose che saranno veramente indispensabili, poi potrai procurarti il resto se e quando servirà:

  • Per il tuo bambino: pannolini (ne serviranno parecchi…) Può essere utile un olio idratante, spesso i neonati tendono infatti ad avere la pelle secca.
  • Per te: assorbenti igienici tipo notte (le perdite dureranno alcune settimane, piuttosto abbondanti nei primi giorni); reggiseno da allattamento o cmq morbido, non imbottito e senza ferretto, almeno una misura superiore a quella attuale; detergente intimo.

Si sconsiglia nel primo mese l’utilizzo del ciuccio, inutile quindi procurarselo ora. Eventuali ulteriori supporti, come il tiralatte, il biberon o la bilancia pesa neonati, potranno essere reperiti facilmente nell’eventualità si rendessero necessari: inutile e controproducente invece averli già in casa.

Cos’è il tampone vagino rettale? A cosa serve? Come viene eseguito e dove?
E’ un esame veloce, indolore, che prevede la raccolta di materiale vaginale e rettale tramite un cotton fioc. Serve a individuare la eventuale presenza dello streptococco beta emolitico di gruppo b: un germe che è frequentemente presente e non determina alcuna problematica, tranne che in occasione del parto, quando potrebbe infettare il bambino nel suo percorso attraverso il canale del parto. Per questo motivo se l’esito dell’esame fosse positivo, sarà necessario effettuare una terapia antibiotica durante il travaglio o alla rottura del sacco amniotico. Il prelievo viene eseguito in consultorio, l’appuntamento vi è stato fornito al ritiro del protocollo di gravidanza.

Devo comunicare in qualche modo all’ospedale che voglio andare a partorire da loro?
In prossimità del termine della gravidanza è necessario prendere contatto con l’ospedale in cui si desidera partorire, prenotando una visita per l’Ambulatorio Gravidanza a Termine (attraverso il CUP o chiamando direttamente il punto nascita prescelto). Alla 40° settimana di gravidanza, in concomitanza con la DPP (Data Presunta del Parto), si iniziano i controlli per valutare il benessere del bambino e il modificarsi del corpo materno in vista dell’avvio del travaglio e si predispone la cartella per il ricovero.
Se invece il travaglio dovesse insorgere prima della 40° settimana, è sufficiente recarsi presso l’accettazione ostetrica del punto nascita prescelto. Si consiglia comunque di informarsi sulle modalità di accesso, specialmente nelle ore notturne, in cui non tutti gli accessi potrebbero essere aperti.

Cos’è il tracciato cardiotocografico? A cosa serve? Come viene eseguito e dove?
Il tracciato cardiotocografico (o CTG) è un esame non invasivo per il controllo del benessere fetale e la valutazione dell’attività contrattile. Consiste in una sonda che, sostenuta da una cintura, viene posta sull’addome della donna e che permette di ascoltare e registrare su di un tracciato il battito fetale. Una seconda sonda permette contemporaneamente di evidenziare la presenza di eventuali contrazioni preparatorie.

 E l’AFI?
L’AFI o Amniotic Fluid Index, consiste in un’ecografia praticata con una sonda posta
verticalmente sull’addome, eseguita nei controlli a termine di gravidanza. È un esame semplice, non invasivo, che permette di controllare la quantità̀ di liquido amniotico presente: la valutazione della quantità̀ di liquido, infatti, è un indice preciso del benessere fetale.

Mi hanno detto di controllare i movimenti del bambino. Quanti devono essere? E se non lo sento cosa devo fare?
La valutazione dei movimenti (Movimenti Attivi Fetali o MAF) sono un buon metodo di controllo del benessere fetale. Generalmente non è necessario contare i singoli movimenti tutti i giorni, ma è sufficiente fare attenzione al fatto che il bambino si muova, ognuno con le sue specifiche caratteristiche che ogni madre conosce (qualche bambino si muove più la mattina, alcuni maggiormente la sera, o quando la madre ha mangiato, ecc). In casi dubbi, quando cioè la madre sembra avvertire una differenza importante rispetto al normale muoversi di suo figlio, può essere utile oggettivizzare il numero dei MAF contandoli e magari scrivendoli. Questo conteggio risulta significativo soprattutto al termine della gravidanza, periodo in cui i movimenti del bambino possono diminuire o divenire meno evidenti e meno riconoscibili.

Al termine di gravidanza, 10-15 movimenti al giorno sono considerati la soglia per poter parlare di buona vitalità del feto: è possibile sospendere il conteggio fino al giorno successivo. Se però non si arriva a contarne almeno 10 nella giornata, è necessario contattare subito il medico o l’ostetrica o recarsi presso la struttura ospedaliera.

Quando devo andare in ospedale?
Per le donne, soprattutto alla prima gravidanza, è sempre difficile decidere quando recarsi in ospedale, dibattute fra il timore di “far tardi” e quello di apparire ansiose e inesperte.
Ti ricordiamo che i tempi del travaglio e del parto sono generalmente di molte ore, non di minuti, e quindi non c’è necessità di “correre” in ospedale, ma in ogni caso, se ci sono dei dubbi, puoi sempre consultare le ostetriche o i medici del punto nascita, per una conferma e rassicurazione.
Come indicazione di massima, è opportuno recarsi in ospedale quando si verificano queste circostanze:

  • presenza di contrazioni regolari, che si ripetono ogni 3 minuti
  • rottura delle membrane con perdita di liquido amniotico, indipendentemente dalla presenza o meno di contrazioni (osservare la quantità e il colore del liquido in modo da poter riportare questa informazione ai sanitari)
  • Perdita ematica abbondante o comunque di colore rosso vivo.

Riconoscerò le contrazioni?
Nelle ultime settimane di gestazione è normale iniziare ad avvertire alcuni piccoli indurimenti alla pancia, che possono procurare fastidio o lieve dolore.
Nel “periodo prodromico” o preparatorio al travaglio (che ha una durata estremamente variabile, da poche ore ad alcuni giorni) questi indurimenti diventano più frequenti, fino a prendere un andamento ritmico, e gradualmente sempre più fastidiosi/dolorosi.

Le contrazioni del travaglio si riconoscono perché sono regolari, cioè si ripetono ogni 3 minuti circa, durano 40/60 secondi e sono dolorose.
E’ possibile darsi il tempo per verificare che effettivamente le contrazioni “stanno cambiando”, in modo da recarsi in ospedale quando il meccanismo del travaglio si è instaurato in modo efficace. Ma se invece sei preoccupata o hai dei dubbi: contatta il punto nascita e valuta insieme agli operatori se è preferibile recarsi in ospedale.

Cosa devo fare se “perdo le acque”?

La rottura delle membrane (detta anche: rottura del sacco amniotico o PROM) può avvenire già prima dell’inizio del travaglio, anche in assenza di contrazioni.
E’ comunque necessario il ricovero in ospedale per controllare il benessere del bambino, che non si trova più nella condizione di sterilità in cui è vissuto fino a quel momento.
Osserva la quantità e il colore del liquido per informarne i sanitari: generalmente il colore è chiaro, leggermente giallo, quasi come urina molto diluita. Se il colore fosse più scuro, tendente al verde o marrone, occorre recarsi in ospedale con maggior prontezza.
Non sempre si manifesta un abbondante perdita di liquido: se ci sono dei dubbi sull’effettiva rottura delle membrane si consiglia di indossare un assorbente pulito e consultarsi con il medico e/o l’ostetrica.

Ma, se dopo il rientro a casa, avrò bisogno di aiuto per me o per il bambino?
Se mi sentissi in difficoltà o non riuscissi ad allattare, … a chi posso chiedere aiuto?
In questo periodo di emergenza per l’infezione covid19 sono state sospese le attività che possono essere rimandate, cercando di limitare gli accessi alle strutture sanitarie, ma gli operatori continuano a lavorare e i consultori sono aperti.
Alla dimissione dall’ospedale riceverai un appuntamento telefonico con un’ostetrica del consultorio di riferimento: sarà l’occasione per confrontarti e capire insieme se sta procedendo tutto in modo regolare o se invece è necessario un supporto ulteriore, di persona. In questo caso verrai invitata a una visita presso il presidio.
Se per qualche motivo non ti fosse stato fornito l’appuntamento telefonico in ospedale, chiamaci tu: i numeri sono qui sul sito, oppure scrivici una mail lasciando i tuoi recapiti e sarai richiamata.

Non ti lasciamo sola! Se e quando avrai bisogno di aiuto studieremo insieme il modo migliore per sostenerti, tramite telefono o di persona.