Disturbi alimentari

FAQ - domande frequenti disturbi dell'alimentazione

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  • Disturbi dell'alimentazione
  • 1. Che cosa sono i Disturbi dell’Alimentazione?

    I disturbi dell’alimentazione sono malattie psichiatriche caratterizzate da comportamenti connessi all’alimentazione che determinano un alterato consumo di cibo e danneggiano significativamente la salute fisica e/o il funzionamento psicosociale.

  • 2. Chi si ammala di un disturbo dell’alimentazione?

    I disturbi dell’alimentazione sono maggiormente diffusi in adolescenti e giovani adulti di genere femminile tra i 12 e i 25 anni, anche se possono colpire i maschi e tutte le fasce di età.

  • 3. Cosa causa i disturbi dell’alimentazione?

    I disturbi dell’alimentazione sono patologie complesse, non c’è una singola ragione per cui si sviluppano. Un ampio spettro di fattori, che includono quelli biologici, psicologici e socioambientali, possono combinarsi tra di loro in maniera casuale e rendere più probabile che un determinato individuo si ammali.

  • 4. Quali sono i principali disturbi dell’alimentazione?

    I disturbi dell’alimentazione sono:

    Anoressia Nervosa
    Caratterizzata da una marcata riduzione dell’assunzione di cibo, forte spinta alla magrezza e paura di ingrassare, nonostante il soggetto sta perdendo peso o abbia già raggiunto un grave sottopeso. Alla restrizione alimentare possono aggiungersi episodi di abbuffata, vomito autoindotto, eccessivo esercizio fisico e abuso di lassativi e/o diuretici. Nelle femmine il ciclo mestruale può essere assente. La salute generale e l’accrescimento sono compromessi.

     

    Bulimia Nervosa
    Caratterizzata da frequenti episodi di abbuffata, ovvero mangiare in un determinato tempo una quantità di cibo maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo e la sensazione di perdere il controllo durante l’episodio. Le abbuffate sono seguite da condotte compensatorie per evitare l’aumento di peso come il vomito autoindotto, il digiuno,  l’esercizio fisico eccessivo o l’uso improprio di lassativi e/o diuretici. Anche nella bulimia lo stato di salute generale può essere gravemente compromesso.

     

    Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating)
    Caratterizzato da frequenti episodi di abbuffata senza condotte compensatorie.  Le abbuffate solitamente sono associate ad almeno tre delle seguenti caratteristiche: mangiare in modo significativamente più veloce del normale, mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni, mangiare grandi quantità di cibo senza sentirsi affamati, mangiare da soli e nascosti per senso di vergogna, essere disgustati da se stessi, provare profondi sentimenti di tristezza e di colpa dopo l’abbuffata. Il disturbo si associa ad una grave obesità e lo stato di salute è gravemente compromesso.

     

    Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo (ARFID)
    Caratterizzato da significativa perdita di peso o rallentamento/blocco della crescita nei bambini. Può manifestarsi con un’apparente mancanza di interesse per il mangiare e per il cibo e/o comportamenti di evitamento basati sulle caratteristiche sensoriali del cibo e/o forte preoccupazione per possibili conseguenze negative del mangiare. Diversamente dagli altri disturbi alimentari non si riscontrano preoccupazioni significative per l’immagine corporea, le calorie del cibo e il desiderio di perdere peso. Si riscontra più frequentemente prima dei 13 anni di età e presenta una maggiore percentuale di maschi rispetto agli altri DA.

  • 5. Quali sono i primi sintomi di un disturbo dell’alimentazione?

    I primi segnali che è possibile cogliere sono:
    -
    progressivo e sempre più marcato cambiamento del regime dietetico con una ferrea convinzione e costanza nel mantenerlo
    -
    recarsi in bagno spesso dopo i pasti
    -
    insolito interesse per la cucina
    -
    attività fisica eccessiva
    -
    coprire la perdita di peso per esempio indossando vestiti molto larghi
    -
    mangiare lentamente e/o con piccoli bocconi
    -
    evitare di mangiare con gli altri dichiarando di aver già mangiato prima o altrove
    -
    comportamenti ritualizzati e compulsivi anche in altri ambiti – pulizia, ordine, organizzazione
    -
    divenire socialmente isolati e di malumore
    -
    Infine anche un improvviso aderire a modelli alimentari diversi, come fare diete vegetariane o vegane, può essere utilizzato per giustificare una ridotta assunzione alimentare.

  • 6. Quali sono i sintomi fisici di un disturbo dell’alimentazione?

    Il sintomo fisico più caratteristico è un calo oppure un aumento rapido e significativo del peso corporeo o il rallentamento dell’incremento delle curve di crescita nei bambini.

    Nelle femmine irregolarità o interruzione del ciclo mestruale (amenorrea), che insieme al sottopeso e allo stato di malnutrizione possono causare un impoverimento della massa ossea (osteopenia e osteoporosi).

    In caso di Bulimia Nervosa può essere osservato un aumento di volume delle ghiandole salivari, nell’area posteriore delle guance e davanti alle orecchie. Lesioni agli angoli della bocca e sul dorso delle mani, erosioni dello smalto dei denti possono essere conseguenza del vomito autoindotto.

     

  • 7. Quali sono i segnali di emergenza?

    I sintomi critici possono essere:
    - p
    erdita di coscienza e svenimenti
    -
    aritmie cardiache, dolori al torace, dolori addominali
    -
    difficoltà respiratorie, stanchezza
    -
    gonfiore alle gambe, sensazioni di formicolio
    -
    risposo notturno disturbato, insonnia
    -
    tono dell’umore instabile, frequenti crisi di pianto, irritabilità, conflittualità con i familiari e scarsa comunicazione
    - pensieri suicidari, comportamenti autolesivi

  • 8. Come posso capire se una persona cara soffre di un disturbo dell’alimentazione?

    In aggiunta ai sintomi fisici legati all’alterazione nell’assunzione di cibo e conseguente calo/aumento del peso corporeo, i disturbi dell’alimentazione producono alterazioni del comportamento, del pensiero e dello stato psicologico della persona. E’ possibile osservare ritiro dalla socialità e impoverimento della qualità di vita.

  • 9. Cosa posso fare se mi accorgo che una persona cara soffre di un disturbo alimentare?

    E’ fondamentale poterne parlare, confrontarsi con altri membri della famiglia, con gli insegnanti, gli amici e tutte le persone significative che ruotano intorno all’individuo malato per poter condividere i vari punti di vista. Contattare il medico di base o il pediatra di famiglia, accedere ai servizi specializzati per queste patologie presenti sul territorio per una diagnosi e l’impostazione di un programma di trattamento.

  • 10. Quando rivolgersi ad un centro per il trattamento?

    Come per tutte le patologie, accorgersi dei primi sintomi ed intervenire precocemente è molto importante. I disturbi dell’alimentazione non vanno considerati come fissazioni passeggere o atti volontari dell’individuo che ne soffre. Sono patologie serie e complesse, dalle quali si può guarire ma che possono durare anche tutta la vita o portare alla morte. Per questo la diagnosi precoce è fondamentale e associata ad una più alta probabilità di guarigione.

  • 11. Come rivolgersi alla persona cara che soffre di un disturbo dell’alimentazione?

    E’ utile non usare sotterfugi o mantenere segreti, esprimete la vostra preoccupazione e il vostro dispiacere cercando di non far sentire la persona malata in colpa, il disturbo dell’alimentazione non è mai una questione di volontà ma si tratta di una patologia seria e complessa. Non si tratta di un problema che passa in fretta, siamo di fronte ad un disturbo che ha una durata medio/lunga e richiede un trattamento multidisciplinare che si articola nel tempo.

  • 12. A chi rivolgersi per avere aiuto in caso di disturbo dell’alimentazione?

    Può essere utile interfacciarsi con il pediatra o il medico di base come tramite per i  servizi specialistici dedicati nella rete regionale dei DA. E’ necessario rivolgersi a servizi specializzati, fondati sull’intervento multidisciplinare e integrato per il trattamento di queste patologie. Il trattamento richiede un progetto terapeutico di tipo psichiatrico, nutrizionale e psicologico.

  • 13. Come prenotare una prima visita in ASL Toscana Centro?

    L’ASL Toscana centro, mette a disposizione un servizio di prenotazione con acceso diretto per il cittadino. Nella pagina del sito aziendale dedicata ai disturbi alimentari aprire la tendina modalità di accesso, scaricare il modulo di prenotazione prima vista e inviarlo compilato all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • 14. Si può guarire da un disturbo dell’alimentazione?

    Si può guarire da un disturbo dell’alimentazione. La diagnosi precoce e il poter ricevere trattamenti specializzati sono importanti per la possibilità di pieno recupero.

    Ad indicare che la malattia non è più presente non è la sola remissione dei sintomi fisici e psicologici principali ma la scomparsa dell’eccessiva preoccupazione per il cibo, il peso e le forme corporee che costituiscono il principale nucleo psicopatologico della malattia.