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Villa Il Sorriso attraverso l’acronimo in versi dei suoi frequentatori

In un libro il Centro di riabilitazione della Asl restituisce il ritratto sorridente di pazienti che ogni giorno svolgono un duro lavoro di recupero fisico

Scritto da Paola Baroni

Villa Il Sorriso raccontata in 148 pagine attraverso i ritratti in versi dedicati ai suoi molti frequentatori del presente e del passato

e agli operatori della riabilitazione che vi lavorano. Nel libro “Le radici del Sorriso. Ritratti in versi”, recentemente pubblicato, la vera protagonista è proprio la Villa, il Centro di riabilitazione intensiva nel presidio San Felice a Ema della Asl Toscana centro per pazienti con lesioni midollari e sclerosi multipla, diretto da Antonietta Marseglia. E a chi legge, l’autore del libro, Giovanni Giambalvo Dal Ben, medico fisiatra e referente clinico di Villa Il Sorriso, ha voluto che quel luogo dedicato al duro lavoro di recupero fisico, arrivasse attraverso l’acronimo in rima dei nomi di pazienti. Vi figurano anche i nomi degli operatori della riabilitazione, un servizio che a livello aziendale afferisce al Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa diretto da Bruna Lombardi.

A ogni ritratto è abbinata una illustrazione, realizzata da alcuni pazienti che hanno ascoltato i versi e poi si sono lasciati guidare dall’ispirazione. Il libro per la riuscita del quale preziosa è stata la collaborazione con l’Associazione Habilia onlus, è stato scritto in due mesi mentre i disegni sono stati dipinti in tre settimane come se tutti – dice Giambalvo Dal Ben – “fossimo stati colti da una febbre creativa e ciascuna persona di Villa Il Sorriso con la sua storia, avesse sentito l’urgenza di restituirla attraverso la poesia e il disegno”. Nella copertina anch’essa realizzata da una paziente, radici affondano nel terreno. Il terreno è la vita e le radici sono quelle del sorriso e di una certa leggerezza, nonostante tutto.