La diagnosi prenatale

Diagnosi invasiva

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La diagnosi invasiva comprende metodiche a scopo diagnostico e/o terapeutico che invadono il distretto feto-placentare (come villocentesi, amniocentesi).
La villocentesi consiste nel prelievo di frammenti della placenta sotto guida ecografica mediante un ago apposito; viene effettuata tra l’11° e la 13° settimana di gravidanza. L’amniocentesi consiste nel prelievo di liquido amniotico sotto guida ecografica mediante un ago apposito; viene effettuata tra la 16° e la 18° settimana di gravidanza (amniocentesi precoce) o in epoche più avanzate di gravidanza (amniocentesi tardiva). Costituiscono indicazione alla villocentesi e alla amniocentesi le situazioni di aumentato rischio per anomalie cromosomiche, secondo il Decreto Ministeriale del 10/9/ 1998, ovvero l’età materna avanzata (> 35 anni), la presenza di un assetto cromosomico particolare in uno o in ambedue i genitori, un precedente figlio con malattia cromosomica, malformazioni fetali rilevate all’esame ecografico, un test di screening ad alto rischio di anomalia cromosomica.
Tali prestazioni vengono erogate su richiesta medica regionale e in presenza di indicazioni di rischio fetale rilevato dopo lo screening del primo trimestre, di rischio anamnestico materno o di età materna ≥ 35 anni. La diagnosi invasiva viene effettata nei due poli aziendali di diagnosi prenatale della USL Toscana Centro:

  • a Firenze presso i presidi ospedalieri Piero Palagi e San Giovanni di Dio
  • a Prato presso il presidio ospedaliero Santo Stefano